Dov’è Elena

Elena è in ogni bambino che tira a canestro e non ci arriva, ma non si arrende e ci riprova.

È in ogni istruttore che applaude anche dopo un errore, perché sa che crescere conta più del risultato.

È nel sudore di chi affronta un torneo estivo con impegno e, anche dopo una sconfitta, riesce comunque a sorridere perché si è divertito insieme agli altri.

È nella passione che ti fa restare sotto il sole, per ore, pur di vedere i bambini giocare e divertirsi.

È nelle risate nate da una battuta fuori luogo di un bimbo piccolo, da una castroneria detta al momento giusto.

È in una macchina piena di palloni e cerchi, di scatoloni, di merende avanzate dall’ultima festa e di materiale già pronto per la prossima, che sarà fra un anno.

Elena è nell’emozione che ci fa commuovere per il primo canestro di un bambino che non aveva ancora segnato durante l’anno. Anche se stai perdendo tanto a poco.

È nel senso di responsabilità verso chiunque entri in palestra e ti chieda di giocare.

È nella convinzione che fare bene questo lavoro significhi aiutare i bambini a diventare non solo giocatori, ma persone più grandi, ossia autonome, responsabili e collaborative. O semplicemente, felici di aver giocato a basket.

Per questo, quando qualcuno ci chiede “Dov’è Elena?”, la risposta è semplice:
Elena è qui.

In tutto quello che continuiamo a fare, ogni giorno.

Nelle piccole cose che compongono il magico mondo della pallacanestro e del minibasket.